La suggestione di un libro: Ho pedalato fino alle stelle

di Silvana, Enrica, Franca, Paola, Susy e Stefania

Il percorso => Novellara / Aquileia  e ritorno rigorosamente in bici solo da Cerignano del Friuli a Rovigo per 265 Km

 

Tempi : 5 gg

 

Le viaggiatrici:

Silvana

Enrica

Franca

Paola

Susy

Stefania

  

Questo è il resoconto di un piccolo viaggio che un gruppo di ragazze del ’59 e ’49 ha compiuto con la bici nell’agosto di quest’anno.

Tutto è nato dalla suggestione di un libro letto quest’inverno “ Ho pedalato fino alle stelle”, nel quale si racconta di una donna della nostra età che un giorno prende la propria bici per fare la pedalata quotidiana, e poi,  invece di tornare,  continua a pedalare fino a raggiungere ciò che cerca.

Da allora non abbiamo smesso di pensarci, e poi finalmente è giunto anche per noi il momento di iniziare la nostra ricerca. Di che cosa, non sappiamo.

Il giorno stabilito, un mercoledì, l’appuntamento è alle 6,30 ma alle 6,10 la prima è già arrivata sul posto: troppa è l’agitazione! Direzione stazione di Rolo: si parte!!

All’arrivo foto di rito, il treno arriva; 1^ problema:  come carichiamo le bici? E poi, dove dobbiamo metterle?  Non c’è nessun addetto, ne’ alla stazione, ne’ sul treno; va bè, ci carichiamo le bici in spalla, saliamo  sui comodi 3 alti scalini e le piazziamo in mezzo ai sedili.

Poi capiamo che nei vagoni con l’apposito logo, c’è uno spazio riservato, ma l’accesso è uguale a quello dei viaggiatori, cioè alti scalini e nessun sistema per facilitare il carico del mezzo.

Di treni ne abbiamo presi diversi, tutti con “trasporto biciclette al seguito” ma tutti nelle stesse condizioni. Quando poi sei alla stazione e devi andare da un binario all’altro, allora sì che ci si diverte, su e giù per le scale con la bici, e le relative borse, sulle spalle, non un passaggio sui binari, solo 2 volte abbiamo trovato l’ascensore, di cui una volta chiuso,  finito l’orario di servizio ( erano le 19 di un giorno di agosto, non mezzanotte!!)

Continuiamo a chiederci, ma come fanno i disabili?

Comunque in qualche maniera siamo arrivate ad Aquileia: qui abbiamo visitato i resti romani, la basilica e il battistero. Molto suggestivi! Per la notte abbiamo trovato un ostello della gioventù…, strano, ma vero. Comunque non siamo le meno giovani, c’è anche una coppia che avrà una settantina d’anni.

Il giorno dopo, lungo giro per la laguna e le foci dell’Isonzo, durante il quale notiamo la bellezza e l’ordine della campagna friulana, cosi’ come dei paesi che attraversiamo, la gentilezza della gente che si prodiga nel darci informazioni sulle strade migliori da percorrere: ci rendiamo conto di non avere una cartina adeguata, e l’aiuto delle persone ci è stato sempre prezioso, anche in seguito, ed è uno dei valori aggiunti di questa esperienza.

Ritorniamo alla stazione di Cervignano del Friuli per arrivare a S.Dona’ del Piave ( piccola emozione nell’incontrare il “fiume sacro alla patria”): da questo punto in poi,  sarà “a scendere” fino allo scadere del tempo a disposizione, che è troppo poco, purtroppo, solo pochi giorni.

Durante questo periodo abbiamo vissuto un’esperienza indimenticabile, fatta di incontri con persone diversissime fra loro, dal contadino friulano dal quale abbiamo comprato della frutta che ha voluto raccoglierla sul momento chiedendoci di accompagnarlo nel podere dietro casa per mostrarci il suo sistema biologico di coltivazione, alla moldava che pur correndo per andare a lavorare ci ha accompagnato per un pezzo di strada con la sua bici perché le veniva difficile spiegarci la direzione, e intanto  ci ha raccontato tutta la sua vita, agli autisti di corriere che ci hanno indicato un tragitto alternativo alla strada statale e ci hanno fatto un po’ di complimenti per la forma fisica!

Come dimenticare poi la signora che ci ha affittato un appartamento per una notte, fra l’altro in un casolare di campagna dal cui orto si arriva ad una bellissima spiaggia, ma non poteva darci la 1^ colazione perché “aveva una famiglia difficile” ?

O l’albergatrice di Jesolo così sgarbata perché ci siamo permesse di spostare di soli pochi centimetri 2 vasi di fiori rinsecchiti di cui ”è tanto gelosa” per parcheggiare le nostre bici e ci ha definite “delicate” e il tono non era “delicato” per niente!

Come non ricordare poi l’incontro, programmato,  con altre amiche avvenuto il sabato verso  mezzogiorno al Lido di Venezia! Baci, abbracci, racconti e l’avventura continua, adesso insieme a loro .…a scendere, Lido, Pellestrina, Chioggia.

Qui a Chioggia, tocchiamo il top quando arriviamo all’albergo trovato tramite l’ufficio turistico: il proprietario è la copia conforme del personaggio di Fernando di Pane e tulipani!!! Si ride e si commenta per ore!!! Quando poi una di noi perde un pezzo del costume che aveva steso sul balconcino, e Pane e tulipani lo trova nel suo terrazzo, be’ ci dobbiamo tenere la pancia!!!

La domenica è giorno di ritorno, in serata dobbiamo arrivare ad una stazione: cominciamo a pedalare, arriviamo dove arriviamo. La 1^ meta è Adria, ci arriviamo, non siamo tante stanche, dai andiamo avanti un altro po’, fino a Rovigo.

Alla fine abbiamo fatto, solo oggi,  84 chilometri e in tutto 265!. E perché  il tempo a disposizione è finito altrimenti avremmo potuto continuare…fino a Ferrara…. E poi da Ferrara cosa ci vuole fino a Novellara?

La nostra avventura si conclude alla stazione di Reggio Emilia dove qualche marito viene a prenderci, ma non finisce ancora, ci sono i racconti e soprattutto la meravigliosa sensazione che ci accompagna ancora per giorni, la soddisfazione di avercela fatta e un po’ anche la sorpresa di avercela fatta così bene.

E adesso…..chiedeteci se siamo state felici!!!!

  

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 (La prossima puntata: Novellara – Ferrara e ritorno )